Energia elettrica, fotovoltaico e accumulo: un’applicazione pratica.

Quando un ingegnere comincia a fantasticare sdraiato sul divano

Oggi alleghiamo una curiosa riflessione del Collega Ing. Davide Levorin dello staff di Esergetica

“Noi tecnici siamo abituati a far conti. Durante il nostro percorso di studi e poi in quello lavorativo abbiamo imparato a sviluppare un lato razionale molto forte, che poi è quello che ci viene criticato dalle nostre mogli, compagne, mariti, amici…quante volte ho sentito dire “sei proprio un ingegnere!” oppure “scusatelo, è un ingegnere” …con sguardi maliziosi e risatine di sottofondo…

Come dicevo siamo abituati a far conti: li facciamo per lavoro quando dobbiamo stabilire piani di urbanizzazione, dimensionare strutture o impianti, oppure per esplorare nuove possibilità di affari o per giustificare le nostre scelte in base ad esigenze della committenza e alle condizioni che ruotano attorno ai progetti, ma molte volte tendiamo a fare conti semplicemente per dipendenza. Il nostro lato razionale, che non è molto naturale ma che la razza umana ha ben allenato durante secoli di evoluzione, si è sviluppato fino a prendere una forma ed un’autonomia propria e ci ha convinto che giustificare i nostri ragionamenti mediante dei calcoli non solo sia necessario, ma è anche divertente; ma quando la nostra parte irrazionale finalmente si rimpossessa della scena, tutto ci sembra diverso e ci fa cadere in contraddizione. Almeno apparentemente.

Che cosa ci fa mangiare e bere più del dovuto per poi ricorrere a forti sedute di allenamento per ristabilire il peso forma? Che cosa ci fa acquistare telefonini costosissimi che hanno funzioni molto simili ad altri che costano un quarto? Che cosa ci fa scegliere automobili costosissime rispetto ad altre più economiche con cui riusciremmo ad effettuare la stessa percorrenza prima di sostituirle? Che cosa ci fa preferire il caffè in capsule piuttosto che utilizzare il vecchio metodo della moka? Se mi fermassi ancora a pensare a domande come queste ne scriverei un’altra infinità.

Ora che sono ritornato in me, il mio lato razionale cerca di aiutarmi a rispondere a questo genere di domande e mi suggerisce che, se qualcosa costa di più vorrà dire che ha maggiori contenuti, un numero maggiore di componenti, migliori prestazioni, sicuramente in qualche modo si potrà trovare quale sia il plus. Ma il maggior costo che devo sostenere rispetto ad un prodotto o ad un servizio di tipo “standard” è effettivamente ripagato? Qual è il ritorno dell’investimento? Quali sono gli indicatori che mi possano far capire se il maggior costo che ho sostenuto si è ripagato? E se è possibile determinare questo, qual è il tempo di ritorno dell’investimento?

La risposta a queste domande probabilmente è molto semplice. In verità cerchiamo sempre di alzare l’asticella dei nostri bisogni perché le soluzioni “standard” non ci emozionano più, anzi ci annoiano. Vogliamo sempre qualcosa di meglio per noi stessi, per i nostri figli, per i nostri cari. Facile, no?

Noi tecnici, invece queste domande ce le sentiamo ripetere ogni giorno, ad es. quando proponiamo un’offerta economica ad un potenziale cliente o quando ci vengono proposte delle nuove tecnologie; Addirittura sono utilizzate come terreno di scontro quando dobbiamo confrontarci tra colleghi e ci facciamo paladini di soluzioni diverse. Ognuno prende le sue posizioni criticando quelle altrui. Ma l’importante è che le risposte siano sensate e precise. Ci devono essere le dovute giustificazioni, tutto deve essere logico, è un obbligo: “Quanti soldi devo spendere e in quanto tempo ritorna l’investimento?” se la risposta fosse “non lo so, non importa” succederebbe un disastro.

Da circa un anno e mezzo, sull’edificio in cui lavoro presso #Esergetica Srl abbiamo installato un impianto #solarefotovoltaico da circa 10,0 kWp. Si può dire che le condizioni per l’installazione di questo impianto sono praticamente quelle ideali: orientamento quasi perfettamente rivolto a SUD (di qualche grado spostato verso OVEST); totale #integrazione dei pannelli sulla falda del tetto con inclinazione di circa 25°. I moduli fotovoltaici sono collegati ad un #inverter ibrido marca #ingeteam mod. INGECON® SUN STORAGE 1Play 6TL. Il sistema è di tipo #gridconnected ed il contatore di rete è da 6,0 kW monofase. Il consumo elettrico minimo è di circa 1,50 kW ed è dovuto alla presenza di un server che è sempre attivo, anche quando l’ufficio non è occupato e che periodicamente provvede ad effettuare le operazioni di backup dei dati. L’impianto elettrico, oltre che ad alimentare le varie apparecchiature quali server, fotocopiatori, lampade, ecc., alimenta anche una pompa di calore reversibile con la quale si assolve alla climatizzazione degli ambienti interni sia in riscaldamento invernale che in raffrescamento estivo. In poche parole l’unico #vettoreenergetico utilizzato è l’energia elettrica.

Noiose questioni tecniche a parte, è facilmente intuibile che in una struttura adibita ad uso ufficio come questa, dove l’attività lavorativa avviene esclusivamente nelle ore diurne, l’integrazione dell’impianto elettrico con un impianto #fotovoltaico, se possibile, rappresenta la scelta perfetta. La prima incognita è rappresentata dalla scelta della taglia dell’impianto. Ma come determinarla correttamente? è il punto di partenza di tutti i progetti: qual è la reale esigenza da soddisfare? Lo devo dimensionare in base ai consumi storici? o in base alla possibilità di sfruttare al massimo tutte le forme di #incentivi disponibili? o in base alla massima producibilità installabile? magari perché stiamo valutando l’installazione di sistemi di #accumuloelettrico (#batterie o #storage o come dir si voglia)? Ci sono per caso altre esigenze non scritte che dobbiamo comunque cercare di anticipare? A volte va bene guardare avanti e pensare di realizzare delle predisposizioni.

Di certo c’è solo una cosa: la domanda di energia, ed in particolare di energia elettrica, è destinata ad aumentare. Di questo, se non l’abbiamo già fatto, dobbiamo prendere rapidamente coscienza. Ma anche in una struttura adibita ad ufficio? La risposta è “certamente!”. Nel caso di Esergetica, per esempio, dovremo attrezzare una stanza a zona relax per il personale dove si potrebbe allestire una piccola zona cottura con piano induzione, microonde, forno, macchina per il caffè elettrico, lavastoviglie, per permettere al personale di effettuare la pausa pranzo all’interno dell’azienda. Oppure si potrebbero installare nuovi monitor, schermi a muro, effetti ottici per abbellire l’ufficio e quant’altro. Non è raro trovare situazioni come queste in strutture analoghe. Oppure si potrebbero addirittura allestire dei punti di ricarica per le #autoelettriche del personale (e questo sì che sarebbe perfetto!). Il posto di lavoro, che per molti di noi è il luogo dove occupiamo la maggior parte del nostro tempo, non solo costituirebbe uno dei migliori punti di ricarica disponibili, ma approfittando della nostra permanenza prolungata potremmo tranquillamente permetterci dei tempi di ricarica lunghi.

C’è di più: la disponibilità di energia elettrica prodotta direttamente dall’impianto fotovoltaico o restituita dalla batteria di accumulo comporta la disponibilità di utilizzo di una potenza maggiore di quella che sarebbe erogata dal solo contatore.

Ad Esergetica abbiamo deciso di fare così: tutto quello che ho scritto abbiamo cominciato a farlo. Fino ad ora abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico un po’ più grande di quello che ci sarebbe servito. Abbiamo installato delle batterie per accumulare l’energia fotovoltaica in eccesso così da poterla riutilizzare di notte. Addirittura abbiamo sostituito la batteria con una più grande. Abbiamo acquistato delle auto elettriche e installato dei punti di ricarica. In poche parole abbiamo iniziato a comportarci e a pensare in maniera differente, cercando di sfruttare tutta l’energia che auto-produciamo così da aumentare l’#indipendenzaenergetica e per ridurre la #bollettaelettrica.

In un anno e mezzo di pratica i risultati sono i seguenti: abbiamo aumentato i consumi elettrici? Sì; Abbiamo ridotto la spesa per l’energia elettrica? Sì; ci sono delle giornate in cui l’energia auto-prodotta basta a soddisfare totalmente il consumo dell’ufficio? Si; abbiamo iniziato ad utilizzare sistemi di trasporto elettrici? Sì; se facciamo il pieno di una delle nostre auto con energia prelevata dalla rete nazionale quanto spendiamo? Circa € 5,50 per percorrere 150 km. E se l’energia è auto-prodotta col fotovoltaico? € 0,00; ora che l’ufficio è stato completamente rivoluzionato dal punto di vista energetico possiamo dichiarare di avere finito? No, sicuramente abbiamo fatto un buon lavoro, ma se dichiarassimo di aver finito sbaglieremmo. All’innovazione non c’è limite.

Anche gli ingegneri riescono a fantasticare.”

Per qualsiasi info sugli impianti fotovoltaici con accumulo contattate Esergetica a info@esergetica.it o visitate il sito www.esergetica.it

2018-03-26T18:38:14+00:00